Chiesa Spirito Santo
La chiesa dello Spirito Santo è il più antico luogo di culto presente a San Cono. Venne edificata nel 1609 per volontà del barone Andrea Trigona che decise di erigere una cappella a fianco al palazzetto baronale.
Fin dalla sua erezione fu posta in seno alla diocesi di Siracusa, dato che il feudo era stato dismembrato dalla contea di Mazzarino-Garsiliato storicamente inglobata nel territorio diocesano siracusano. Figura molto particolare quella del fondatore, nato nel 1582 dal matrimonio tra il barone Giovanni Paolo Trigona e Melchiorra Miccichè, a soli dieci anni, l’8 settembre 1592, a causa della prematura scomparsa del padre, ricevette l’investitura baronale. Educato, fin da piccolo, ad una profonda religiosità, decise di ritirarsi nell’eremo che i frati Cappuccini di Piazza occupavano in contrada Palermi. Nel 1606 la comunità Cappuccina si spostò all’interno della città e Andrea, consacrato sacerdote, decise di entrare nell’Ordine Ospedaliero di Santo Spirito, seguendo il modello di vita di S. Camillo de Lellis (1550-1614), fondatore dei Camilliani, che in quegli anni operava a Roma nell’ospedale di Santo Spirito in Saxia. Andrea divenne Priore di Piazza e si distinse per l’abnegazione e l’instancabile impegno con cui serviva i poveri diventando un modello di carità cristiana e d’amore verso i sofferenti.
Andrea Trigona morì nel 1629 e il suo corpo fu sepolto all’interno della chiesa di S. Maria di Gesù di Piazza e non avendo avuto eredi il feudo di Santo Cono passò al fratello Ottavio. La cappella edificata sul feudo e dedicata allo Spirito Santo “per accrescerne la devozione tra la gente” trova quindi piena giustificazione nelle sue vicende biografiche e nella sua adesione all’Ordine di Santo Spirito.
Il 18 maggio del 1785, la cappella venne elevata alla dignità di Parrocchia e Chiesa Madre dal vescovo di Siracusa mons. Giovanni Battista Alagona. La chiesa dello Spirito Santo fu sede parrocchiale fino al 1868, anno in cui divenne Rettoria della nuova Matrice, intitolata a Santa Maria delle Grazie, sorta più a nord del centro abitato. I Trigona mantennero sull’ex matrice il diritto di patronato fino al XIX secolo e fu soltanto il 20 maggio 1916 che il cav. Ottavio Trigona Cammarata vi rinunciò a favore della diocesi di Caltagirone. La chiesa presenta oggi, in fondo al presbiterio, un altare in marmo del XVIII secolo su cui sono scolpite due aquile, simboli araldici della famiglia Trigona. Sull’altare è posta la più antica statua di San Cono realizzata nel 1788 dallo scultore Gaspare Giudice e per volontà del marchese Luigi Maria Trigona. L’altare, a sua volta, è sormontato, ai lati, da due piccole statue in terracotta del 1788 raffiguranti i santi Pietro e Paolo e al centro da un rosone policromo con una colomba, simbolo dello Spirito Santo. Sul fondo della navata è presente un antico dipinto di fattura popolare raffigurante la Deposizione di Cristo dalla Croce conosciuto anche come Signore della Lacrima. La navata è impreziosita da quattro affreschi che ritraggono alcuni momenti della vita di San Cono realizzati nel 1971 dall’artista barrese Giuseppe Puzzanghera.


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